Il punto della situazione sulla tecnologia Blockchain nel settore agrifood. Il rapporto RuralHack

RuralHack è una task-force del programma Societing 4.0 e rappresenta il nodo centrale di un network di ricercatori, attivisti, contadini, hacker, manager e artisti al lavoro da tempo su progetti che uniscono l’innovazione sociale con l’agricoltura di qualità per la riattivazioni delle comunità rurali in armonia con gli strumenti dell’innovazione digitale.

Proprio da qualche giorno ha rilasciato un interessante report che può essere consultato a questo indirizzo:

http://www.ruralhack.org/blockchain-per-lagrifood-scenari-applicazioni-impatti/

Sui possibili benefici per il settore agrifood derivanti dall’utilizzo di nuove tecnologie ed in particolare quelle legate alla Blockchain.

Come si rileva nell’articolo, in particolare l’agrifood nostrano, che ha un valore complessivo di 133 miliardi di euro e offre lavoro a 3,2 milioni di persone, deve affrontare due grandi mali: l’italian sounding e la contraffazione.

Nel dettaglio Si stima che il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo sia circa di 100 miliardi, con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, mentre il volume d’affari delle agromafie è di 24,5 miliardi.

In merito a queste sfide Spinosa ha già sviluppato, insieme a EY, la tracciabilità dei propri prodotti su Blockchain, rientrando nel ristrettissimo novero delle aziende a prova di falsificazione, e diventando di fatto, la prima mozzarella di bufala campana DOP che mostra ogni singola fase della sua filiera certificata.

A questo link il whitepaper con il report RuralHack

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